nichivendola - 2013

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Post: FIAT, oltre il danno la beffa per gli operai

Autore: Nichi

Possiamo ragionare solo sulle indiscrezioni, niente numeri, nessun tavolo di dialogo, nessuna carta in mano per comprendere appieno quale sarà il destino degli stabilimenti FIAT italiani e degli operai.

Solo ieri abbiamo saputo da fonti aziendali che il piano industriale prevede 10mila esuberi scaglionati nel tempo in tutta Europa. Una lenta agonia, insomma, ovviamente a danno dei lavoratori e delle loro famiglie, del nostro Mezzogiorno.
E sappiamo dei tagli non perché il nostro governo ha battuto i pugni sul tavolo e ha chiesto un incontro a Marchionne, come avrebbe dovuto fare già da tempo; sappiamo dei tagli non perché la FIAT ha pensato di mettere al corrente gli italiani del piano che si prepara. Sappiamo dei tagli perché è trapelato oggi che il Governatore dell’Assia dopo aver preso visione dell’offerta della FIAT per rilevare l’Opel, ha dichiarato ad una radio tedesca che il Governo tedesco potrebbe preferire l’offerta di un altro competitor, il gruppo austro-canadese Magna, perché l’offerta d’acquisto di quest’ultimo gruppo pare essere più rispettosa del futuro degli stabilimenti Opel in Germania.
Le considerazioni a caldo che balzano alla mente sono molte: innanzitutto la disparità di trattamento che FIAT opera fra l’Italia, suo paese di origine, e la Germania. Il governo e gli amministratori locali tedeschi hanno potuto incontrare la dirigenza FIAT per chiedere lumi circa le sorti dei lavoratori; in Italia Berlusconi è molto più preoccupato delle sue vicende giudiziarie e della guerra alla magistratura piuttosto che del destino dei lavoratori italiani.
Il Governo Italiano avrebbe dovuto far sentire la propria voce per tutelare gli interessi dei nostri operai e coinvolgere anche i Presidenti delle Regioni italiane interessate. Non se n’è fatto nulla. Scajola si è limitato ad assicurare che nessun stabilimento italiano chiuderà. Su che base? Conoscono gli accordi? O è solo un modo per prendere tempo e metterci poi di fronte al fatto compiuto? Se conoscono le carte a noi non basta. Devono conoscerle i sindacati, i lavoratori e le istituzioni locali.
Il governo italiano e Marchionne all’unisono avevano detto di attendere la chiusura della trattativa con gli americani prima di vedere le carte; poi è arrivata la trattativa con la Germania per l’Opel, e in Italia siamo ancora all’oscuro. Quanto altro tempo deve passare? Quanta altra rabbia sociale deve montare prima di capire, prima di guardare carte alla mano questo piano che sembra avere tutti i requisiti per essere fortemente dannoso per i lavoratori e per l’economia italiana. Quindi, oltre al danno per la chiusura degli stabilimenti italiani, anche la beffa di non poter intervenire e di vivere il proprio destino con la netta sensazione che quel destino è già scritto. E non è un destino dolce.
Inoltre ancora una volta si pensa ai lavoratori come merce di scarto.
I piani industriali si fanno sulla pelle degli operai: “Capacità produttiva in eccesso” significa persone, famiglie in carne ed ossa da licenziare, vuol dire cassa integrazione. Per questo chiediamo che il piano Fiat, così come le altre ristrutturazioni aziendali previste in questi mesi difficili, se devono avvenire anche grazie al contributo pubblico, siano a bilancio zero per i licenziamenti.
Un piano industriale può e deve prevedere innovazioni importanti, si potrebbero e dovrebbero ad esempio sfruttare le nuove tecnologie per progettare e produrre nuove auto pulite da immettere nel mercato. Un piano industriale deve rendere l’azienda più competitiva, ma i lavoratori non devono essere la vittima da sacrificare all’altare della competitività, perché la competitività si può e si deve raggiungere innovando. E l’innovazione passa necessariamente dal lavoro. L’attuale crisi economica dovrebbe averlo insegnato.
La FIAT e Marchionne sanno bene quanto hanno inciso sui loro bilanci i finanziamenti elargiti negli anni dallo Stato italiano, ora hanno la possibilità di restituire in qualche modo quello che gli è stato dato, con un atto di responsabilità sociale ed economica. Il blocco dei licenziamenti è l’unica condizione per cominciare a parlare di uscita dalla crisi e con i lavoratori vanno fatti i conti, presentando al tavolo delle trattative fatti e cifre concrete e non i “si dice” da far filtrare attraverso gli organi di informazione.


6 Ottobre 2012 / autore: redazione

Post: Ercolano diretta streaming e tv

Oggi alle 18 al MAV di Ercolano prende il via la campagna elettorale di Nichi per le primarie del centrosinistra. Potete seguire la diretta streaming su nichivendola.it Molto probabilmente l'evento sarà trasmesso in diretta da Sky, Rai News24, Telenorba e TgCom24.

Il codice di embedding dello streaming è:

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5 Ottobre 2012 / autore: Nichi

Post: Studenti

Gli studenti che oggi hanno manifestato contro i tagli all’istruzione raccontano di un disagio diffuso che riguarda il futuro degli Istituti di formazione, strettamente connesso al lavoro quindi al destino del nostro Paese. [...]Continua >

5 Ottobre 2012 / autore: Nichi

Post: Insieme possiamo vincere

Ho inviato una lettera alle giovani donne e ai giovani uomini di FalloAncheTu, che nei giorni scorsi hanno lanciato un appello in sostegno della mia candidatura. Potete leggere il mio messaggio anche qui. Invadiamo il campo della politica, insieme possiamo vincere. [...]Continua >


4 Ottobre 2012 / autore: Nichi

Post: In un Paese civile…

Le parole con le quali la Cassazione spiega perché, il 5 luglio scorso, confermò le condanne agli ex funzionari di polizia colpevoli della mattanza alla Diaz, riescono a restituire giustizia e verità a una delle pagine più buie della storia del nostro Paese. [...]Continua >


4 Ottobre 2012 / autore: redazione

Post: Chi specula paghi!

Nichi Vendola ha firmato l'appello promosso da l'Unità per l'introduzione in Europa della Tobin Tax. Ecco la sua lettera apparsa oggi sul quotidiano fondato da Antonio Gramsci:
Cari amici e care amiche de l'Unità, 
aderisco all'appello lanciato dal giornale affinché il governo italiano porti una posizione a favore dell'introduzione della Tobin Tax nel prossimo vertice europeo
. [...]Continua >


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