nichivendola - 2013

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Post: Il governo e i fantasmi del passato

Autore: Nichi

Provo sentimenti di delusione verso i primi passi annunciati dal governo Monti. Abbiamo certamente apprezzato lo stacco, la fine del carosello della volgarità e della pornografia; è uscita una classe dirigente selezionata nei concorsi di bellezza o nei retrobottega del presidente del Consiglio ed è entrata in campo, seppure in una fase transitoria di emergenza, una di grande competenza e qualità. Abbiamo apprezzato la fine di uno stile Berlusconiano che io definisco commercial-pornografico, finalmente sepolto.
E’ stato difficile vivere in un Paese così volgare nei confronti delle donne, delle minoranze. Però lo stile non basta. Sotto l’abito buono, decoroso, che indossa questo governo vorremmo vedere il corpo di un cambiamento reale, di una discontinuità. Purtroppo il premier Monti nel suo discorso programmatico ha chiarito che non ci sarà un intervento strutturale sulla ricchezza, non ci sarà un intervento sulla patrimoniale, che è l’unico modo oggi per affrontare seriamente la crisi economica e finanziaria, cioè chiedendo a quella parte della società che si è abbuffata di ricchezza di dare il proprio contributo a rimettere in piedi il Paese.

Non c’è questo ma c’è un’allusione inquietante ad interventi sul tema previdenziale e sul mercato del lavoro, e c’è un preoccupante riferimento all’attuazione delle riforme del ministro Gelmini, cosa che non mi pare essere un preludio ad un felice rapporto con le giovani generazioni.
Il ritorno dell’Ici sulla prima casa è una misura debole, un pannicello caldo e rischia per di più di essere un’ingiustizia se non si colloca in un quadro chiaro di redistribuzione della ricchezza e del peso dei sacrifici. I sacrifici devono essere proporzionalmente molto più pesanti verso il vertice della società e molto più leggeri verso la base della società.

E poi c’è il Mezzogiorno di Italia dimenticato, una rimozione che perpetua la questione meridionale. Il Sud esce penalizzato da trent’anni di politiche economiche e sociali. A poco a poco le risorse straordinarie hanno surrogato le risorse ordinarie, cioè da Roma al Sud diminuiva il portafoglio dei trasferimenti. Dovevamo raggiungere il 45%, secondo tutte le leggi finanziarie, del totale dei trasferimenti. Oggi siamo al 36% dei trasferimenti ordinari, vale a dire che lo Stato sempre meno finanzia le funzioni fondamentali del Mezzogiorno. Allora non ci resta che la finanza straordinaria, quella che dovrebbe aiutare a diminuire il divario di sviluppo e che invece viene ormai utilizzata per l’ordinaria amministrazione.

I governi Berlusconi hanno usato la finanza straordinaria del Sud come il loro personale salvadanaio da cui attingere per dare qualunque risposta a qualunque problema, incluse quelli relativi alle clientele della Lega Nord. Oggi dobbiamo chiedere con forza di intendere che il Sud non è un accattone, non è davanti a palazzo Chigi con il cappello in mano. Il Sud chiede di essere al centro delle politiche di rilancio del lavoro, soprattutto per i giovani e per le donne, chiede una crescita ambientalmente sostenibile e chiede di non essere più scippato delle proprie risorse. Deve finire l’epoca in cui se c’è un problema in Italia, ci sono i fondi Fas o c’è il fondo sociale europeo o c’è il Sud che paga per tutti. C’è una condizione sociale particolarmente drammatica e oggi è necessario capire che bisogna liberare risorse, bisogna consentire che queste risorse vengano effettivamente spese. Ma finchè c’è il vincolo del patto di stabilità che incombe anche sulle spese per investimenti, noi siamo paralizzati.

Bisogna fare soprattutto una politica industriale per il Sud. Abbiamo bisogno di un governo che si occupi dei cantieri navali, della Irisbus, delle grandi vertenze che raccontano di un Sud che ha un potenziale produttivo enorme, ma che da troppo tempo viene umiliato e offeso da una classe dirigente che è gonfia di odio nei confronti del Mezzogiorno di Italia. Fino ad ora non c’è stato un cambio di passo e i segnali che giungono raccontano che tutto continuerà a pesare sulle spalle del ceto medio e dei ceti popolari. Deve essere chiaro però che questo non è soltanto socialmente iniquo, ma è anche economicamente disastroso.


6 Ottobre 2012 / autore: redazione

Post: Ercolano diretta streaming e tv

Oggi alle 18 al MAV di Ercolano prende il via la campagna elettorale di Nichi per le primarie del centrosinistra. Potete seguire la diretta streaming su nichivendola.it Molto probabilmente l'evento sarà trasmesso in diretta da Sky, Rai News24, Telenorba e TgCom24.

Il codice di embedding dello streaming è:

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5 Ottobre 2012 / autore: Nichi

Post: Studenti

Gli studenti che oggi hanno manifestato contro i tagli all’istruzione raccontano di un disagio diffuso che riguarda il futuro degli Istituti di formazione, strettamente connesso al lavoro quindi al destino del nostro Paese. [...]Continua >

5 Ottobre 2012 / autore: Nichi

Post: Insieme possiamo vincere

Ho inviato una lettera alle giovani donne e ai giovani uomini di FalloAncheTu, che nei giorni scorsi hanno lanciato un appello in sostegno della mia candidatura. Potete leggere il mio messaggio anche qui. Invadiamo il campo della politica, insieme possiamo vincere. [...]Continua >


4 Ottobre 2012 / autore: Nichi

Post: In un Paese civile…

Le parole con le quali la Cassazione spiega perché, il 5 luglio scorso, confermò le condanne agli ex funzionari di polizia colpevoli della mattanza alla Diaz, riescono a restituire giustizia e verità a una delle pagine più buie della storia del nostro Paese. [...]Continua >


4 Ottobre 2012 / autore: redazione

Post: Chi specula paghi!

Nichi Vendola ha firmato l'appello promosso da l'Unità per l'introduzione in Europa della Tobin Tax. Ecco la sua lettera apparsa oggi sul quotidiano fondato da Antonio Gramsci:
Cari amici e care amiche de l'Unità, 
aderisco all'appello lanciato dal giornale affinché il governo italiano porti una posizione a favore dell'introduzione della Tobin Tax nel prossimo vertice europeo
. [...]Continua >