nichivendola - 2013

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Post: Lettere dei fuori sede

Autore: redazione

Pubblichiamo due lettere significative di fuori sede che, pur lontani, non hanno smesso di guardare con attenzione alla loro terra, registrando i cambiamenti positivi portati dai 5 anni di governo Vendola. Questi studenti e lavoratori che molte volte sperano, forti di esperienze e saperi acquisiti altrove, di tornare per contribuire a modificare in positivo il volto della Puglia, vorrebbero fare la loro preziosa parte anche nelle elezioni primarie del 24 gennaio.

Gentile Direttore,
in vista delle elezioni primarie per la scelta del candidato alla presidenza della regione Puglia, rinviate più volte, vi è stata una forte mobilitazione sui social network di studenti e lavoratori pugliesi fuori sede. Si chiedeva di poter partecipare ed esercitare il proprio diritto alla scelta del candidato quanto meno nelle maggiori città italiane dove vive la maggioranza di giovani e meno giovani pugliesi per ragioni di studio o lavoro.
Pensavamo non fosse una richiesta così assurda. Tante le persone che avevano dimostrato la loro disponibilità organizzativa.
Ma il PD ha deciso che un cittadino pugliese fuori sede non ha il diritto alla scelta del candidato. Eppure possiamo ricordare che per le primarie per la scelta del segretario nazionale del PD coloro i quali vivevano in città  non di residenza, potevano comunque esercitare il proprio diritto al voto e recarsi negli appositi gazebo per votare. Paura quindi di quale possa essere la scelta del candidato? Ci sembra una motivazione assurda, a cui non vogliamo credere.
La ragione delle elezioni primarie è la promozione della MASSIMA partecipazione degli elettori alla scelta dei candidati a cariche pubbliche, in contrapposizione al sistema che vede gli elettori scegliere tra candidati designati dai partiti.
Molti di noi sono appena rientrati nelle città in cui vivono e non hanno la possibilità di tornare nelle città di residenza per impegni lavorativi, di studio o per motivi economici. Sono motivi validi per essere estromessi dal diritto alla scelta del candidato alla presidenza della nostra Regione?
Chiediamo che il PD rifletta e ridiscuta questa scelta. Organizzare dei luoghi in cui poter votare è possibile, mobilitando i partiti che appoggiano entrambi i candidati per la costituzione di un seggio equilibrato e partecipato. Ricordiamo che per gli italiani all’estero è possibile votare evitando brogli e che anche per i fuorisede è possibile votare per le elezioni amministrative non nelle città di residenza (come rappresentanti di lista) o tornare a votare nelle città di residenza grazie ad agevolazioni economiche per i trasporti.
Perché per le elezioni primarie pubblicizzate come delle “vere e proprie elezioni” viene negato questo diritto ai pugliesi che vivono in tutta Italia?
Se ancora una volta la risposta dovesse essere negativa, chiediamo di non giocare più in futuro la carta dei “cervelli in fuga” come spot elettorale.

Studenti e lavoratori pugliesi fuori sede
Per contatti:
De Facendis Silvia defasilvia@hotmail.it    3334583989
Di Bari Pietro pietro.dibari@hotmail.it  3802945765
Valentini Claudia claudia.valentini@libero.it  3205563147
PRIMARIE REGIONALI, FOTOPETIZIONE FUORISEDE: “SEGNALIAMO” IL NOSTRO FUTURO! http://www.facebook.com/group.php?v=app_2344061033&gid=204249454090#/event.php?eid=290458067628&index=1

***

Una perdurante Questione Meridionale
Caro Nichi, abbiamo ancora bisogno di sognare.

Mi chiamo Francesco.
Ho venticinque anni. Sono nato in Puglia, a Spongano, un piccolo paese
della Provincia di Lecce, a qualche chilometro dal mare, e ormai da
poco più di sei anni vivo lontano da casa. Studio presso l’Università
degli Studi di Firenze. Studio Matematica e mi mancano pochi esami per
la Laurea Specialistica. Studio grazie ad una Borsa di Studio che la
Regione Toscana mi ha assegnato, riconoscendo e garantendo pienamente
un mio diritto.

Ho delle idee, in cui credo fortemente, e di cui faccio testimoni i
miei giorni … qualcuno potrebbe dire “di sinistra”, ma non mi sento di
aver bisogno di appellativi o sterili definizioni che, oggi, non
trovano un generale inspessimento culturale; credo nella forza
dell’idea, nel lavoro di chi ha rigenerato la nostra terra, nei miei
nonni e nelle loro storie, nell’onestà inamovibile di mio padre, unica
risorsa della famiglia, che nei sacrifici permette a me e mio fratello
una sognata evoluzione di classe, negli occhi belli di mia madre, che
a casa faticosamente è casalinga e madre, sempre lustri quando vede
partire i suoi figli per un futuro che lei spera nelle nostre mani;
credo nel sacrificio umano di chi lavora nelle catene di montaggio
dell’inquinamento e, silente, ingoia il ricatto morale di un lavoro
precario e depredante, che l’istituzione distratta dal luccichio
festivo gli impone da anni, per non lasciare asciutta la bocca di un
figlio nato per amore, quello stesso che sfiorirà presto sulle labbra
della sua compagna, costretta ad inseguire le mani che l’hanno resa
donna in centri ospedalieri fin troppo spesso oberati dal lavoro e
dalla sofferenza; credo nella fatica dei lavoratori che non si vedono
e dalla pelle di un altro colore, che a Mezzogiorno di Ferragosto
chiudono gli occhi per sempre sulla terra rossa; credo nelle attese di
tanti giovani come me che, nonostante tutto, nonostante la malavita
coesa e aderente all’esistenza normale, nonostante la democrazia
cristiana sibilante nelle vene della consuetudine, nonostante le
promesse e la dipendenza atavica dei suoi congiunti dal moderno
podestà del paese, continuano a mettersi in gioco, coltivando uno
spirito bollente, in attesa di un salario garantito e di un lavoro
certo, ormai diventato un retaggio del passato, un racconto che i
nostri padri possono farci davanti al fuoco; credo nel riscatto
collettivo, nella partecipazione condivisa e nella voce di chi non può
farsi sentire, di quei segmenti sociali vittime di un incancrenimento
aspro di soverchia; credo nelle parole che questa politica distratta
troppo spesso ruba alla gente comune, credo nella libertà, quella
senza popolo e senza partito davanti, che un imprenditore “fatto da
altri”, ha scempiato insieme al nome del nostro Paese; credo nella
indipendenza dei sogni e nello scirocco disarticolante, in un mare
gitante, che diventa di tutti durante l’Estate e rimane ai pugliesi,
nel freddo inverno; quello stesso mare che separa molte vite da una
speranza affidata ad un gommone; credo nella politica, quella vera,
quella che andava in televisione e ci diceva che c’era chi, con lo
stipendio del tempo riusciva a comprare solo pochi contenitori di
cherosene al mese per scaldare la famiglia; voglio credere nelle nuove
generazioni e nell’importanza della storia, quella che basta per
essere uomini; credo nella scienza, nel suo valore e nel suo potere,
nella caparbietà di chi studia e costruisce indiscriminatamente, anche
per i razzisti e gli omofobi, anche per gli sfruttatori e i violenti,
anche per una chiesa bigotta e approfittatrice dell’ignoranza altrui,
una realtà migliore; credo nella forza di chi vive la Puglia e
continua a renderla il ritratto più bello da dipingere.

È sinistra questa? Allora sono di sinistra, lontano o vicino da casa.
E il 24 Gennaio, con altri studenti come me, affrontiamo
millenovecento chilometri in meno di ventiquattro ore, per scegliere
di nuovo Nichi Vendola come Presidente della nostra Regione.

La mia fiducia nel tuo lavoro, Presidente Vendola, è sempre stata
decisa, convinta, senza tentennamenti. Nel lungo percorso di questi
cinque anni, nelle copiose insidie della tua esperienza di governo,
hai dato prova di essere un uomo corretto, una persona integerrima,
che ha realmente anteposto il bene collettivo ad ogni altra
considerazione.

Ed oggi come cinque anni fa, continuo a sostenere il tuo lavoro, la
tua idea. Riassaporo ancora le tue parole, trascinanti, vere, semplici
… io c’ero, nel 2005, insieme a migliaia di giovani, migliaia di
pugliesi, rianimati dalla tua intensità. Ricordo ancora le tue parole,
a Gallipoli, alla chiusura della campagna elettorale, in cui in
lagrime avrei voluto farti sapere che ci stavi facendo vivere … dopo
tanto tempo … ero in lagrime e tu hai lasciato Gallipoli … ti ho
rivisto in televisione, poi, sotto un’altro cielo, ed eri il mio
Presidente. Ci siamo riusciti e dobbiamo riuscirci ancora una volta,
per fare in modo che tutti gli sguardi di quella notte, quella notte
in cui cambiava il vento, in cui le speranze di noi giovani ed anche
dei meno giovani, prendevano finalmente corpo, rivolgano nuovamente a
te un cenno di intesa, perché in questi cinque anni hai portato avanti
un lavoro faticoso, che ha provato a ristabilire un soffio di legalità
in una terra spezzata dalle catene illegittime “del sottopotere e
della lottizzazione”. Ora il tuo lavoro è ad un nuovo banco di prova.

La politica da salotto, quella dei riciclati e delle cene di gala,
quella che si riunisce negli hotel e stravolge le aspettative di un
popolo, ha deciso per tutti quanti. Giocando sulla pelle di noi
pugliesi, issando un vessillo di apparente integrità e la
preoccupazione della sconfitta elettorale, hanno stravolto e
mistificato cinque anni di lavoro, mascherando accordi taciuti di
interesse apparentemente più ampio. È ancora una volta l’espressione
più bieca e dolorosa, come diceva Giambattista Vico, di consueti
“Corsi e Ricorsi Storici”, in cui a prevalere sul bene della gente
comune è l’interesse di pochi … una tradizionale “Questione
Meridionale”, consumata senza briganti-eroi, con nuovi braccianti
morti di fame e nuovi emigranti; quello che rimane innaturalmente
stabile, come la Bodiniana luna borbona, è chi se ne approfitta. Rina
Durante, uno tra i più grandi personaggi della cultura della nostra
terra, tra le prime a far conoscere la tradizionale musica salentina,
giornalista, scrittrice, scomparsa nel 2004, scriveva nella sua
Quistione Meridionale:

“Conosco invece un tizio, un professore, che studiando con cura la
quistione, del Mezzogiorno invece è diventato un grosso personaggio,
un deputato; dirige enti, corsi e scuole d’arte e gli entrano
quattrini da ogni parte. Per lui la Quistione Meridionale è stata
certamente un buon affare.”

Ecco il compito che dobbiamo sentire nostro, ecco la chiamata a cui
non possiamo non rispondere, ecco il percorso che dobbiamo proseguire,
sprezzanti di chi continua ancora a speculare non solo sull’economia e
le tradizioni, ma soprattutto sulle idee.

Caro Presidente, caro Nichi, ti sostengo, fortemente. Il segnale che
ci hai dato è ancora una volta positivo, fresco, necessario, umano.

Ed ora andiamo avanti, ancora! Buona lotta Presidente.
Francesco.

***
Francesco Epifani
Mail: fraepiATgmail.com


6 Ottobre 2012 / autore: redazione

Post: Ercolano diretta streaming e tv

Oggi alle 18 al MAV di Ercolano prende il via la campagna elettorale di Nichi per le primarie del centrosinistra. Potete seguire la diretta streaming su nichivendola.it Molto probabilmente l'evento sarà trasmesso in diretta da Sky, Rai News24, Telenorba e TgCom24.

Il codice di embedding dello streaming è:

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5 Ottobre 2012 / autore: Nichi

Post: Studenti

Gli studenti che oggi hanno manifestato contro i tagli all’istruzione raccontano di un disagio diffuso che riguarda il futuro degli Istituti di formazione, strettamente connesso al lavoro quindi al destino del nostro Paese. [...]Continua >

5 Ottobre 2012 / autore: Nichi

Post: Insieme possiamo vincere

Ho inviato una lettera alle giovani donne e ai giovani uomini di FalloAncheTu, che nei giorni scorsi hanno lanciato un appello in sostegno della mia candidatura. Potete leggere il mio messaggio anche qui. Invadiamo il campo della politica, insieme possiamo vincere. [...]Continua >


4 Ottobre 2012 / autore: Nichi

Post: In un Paese civile…

Le parole con le quali la Cassazione spiega perché, il 5 luglio scorso, confermò le condanne agli ex funzionari di polizia colpevoli della mattanza alla Diaz, riescono a restituire giustizia e verità a una delle pagine più buie della storia del nostro Paese. [...]Continua >


4 Ottobre 2012 / autore: redazione

Post: Chi specula paghi!

Nichi Vendola ha firmato l'appello promosso da l'Unità per l'introduzione in Europa della Tobin Tax. Ecco la sua lettera apparsa oggi sul quotidiano fondato da Antonio Gramsci:
Cari amici e care amiche de l'Unità, 
aderisco all'appello lanciato dal giornale affinché il governo italiano porti una posizione a favore dell'introduzione della Tobin Tax nel prossimo vertice europeo
. [...]Continua >


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