nichivendola - 2013

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Articolo: No al governo tecnico

Autore: redazione

Pubblichiamo un’intervista a Nichi, a cura di Andrea Carugati, pubblicata su l’Unità di oggi. ‘Non basta la caduta di Berlusconi se a succedergli è un esecutivo in continuità con la politica economica di questi anni’, dice Nichi che sulle primarie chiosa: ‘la mia presenza renderà le primarie un fatto vero, e questo è un bene’.

Ecco l’intervista integrale:
Di fronte al precipitare della crisi finanziaria e al prepotente riemergere dell’ipotesi di un governo di emergenza, che trova robusti consensi nelle file del Pd e dell’Idv, Nichi Vendola ribadisce il suo no. “L’idea del governo tecnico, di una risposta emergenziale, non risolve il problema: siamo di fronte ad una crisi lunga, strutturale, direi di modello. Quelle che vengono apparecchiate come proposte tecniche sono in assoluta continuità con le politiche economico-sociali che hanno generato la crisi. Il governo di emergenza è una strada strategicamente sbagliata e politicamente poco fondata negli attuali rapporti di forza parlamentari”.
Eppure l’Italia e’ a un passo dal baratro…
“Se per rispondere all’attacco speculativo si chiude a tenaglia la stretta sul welfare, se si prosegue con la retorica dell’austerita’ la politica della miseria, se non si mette in piedi un’idea di politica industriale e di crescita, noi continueremo a produrre tagli su tagli senza effetti virtuosi sul debito pubblico. Il Paese, nel frattempo, salta. E rischia di saltare la coesione sociale, l’architrave del patto che tiene insieme gli italiani”.
Se un governo di emergenza dovesse vedere la luce, quale sara’ il vostro atteggiamento?
“Negativo. Non esistono ricette neutre, se le medicine rischiano di uccidere l’ammalato, non e’ che se le acquisto in una farmacia piu’ grande gli effetti sono meno nefasti. Quello che ci rende cosi’ vulnerabili agli speculatori e’ l’opacita’ della politica, l’autoreferenzialita’ di una classe dirigente barricata nei suoi fortini”.
Secondo lei, insomma, se Berlusconi cadesse per il Paese non sarebbe comunque un balsamo?
“No. Per me il rischio e’ che si confondano le responsabilita’ e si rende ancora più torbida l’acqua in cui nuota l’opinione pubblica. C’e’ il rischio che si operi una sorta di sterilizzazione della coscienza critica nei confronti del berlusconismo, che la crisi venga addebitata alla politica tout court e non a al governo della destra, con tutte le conseguenze del caso sul piano della tenuta democratica. E poi guardiamo al caso greco: il referendum proposto dal premier Papandreou dimostra che il re e’ nudo e pone un tema ineludibile: qual e’ la legittimazione democratica di chi detta legge a parlamenti e governi? La drammaticita’ della crisi richiede un ingresso potente della politica, questa non e’  l’ora della “tecnica”".
Di Pietro propone una “controlettera” all’Ue. E’ praticabile?
“Ci si puo’ ragionare. La nostra lettera, se ci sara’, dovrà contenere il capovolgimento dell’impianto di Berlusconi. Non si puo’ non partire da una geografia sociale così segnata da elementi pesantissimi di iniquità. Nel paese e’ maturata una questione sociale dirompente, che non si può affrontare con l’artificiosa contrapposizione tra i nonni con 500 euro di pensione e i nipoti precari. Dobbiamo partire da una patrimoniale pesante, e da una significativa redistribuzione della ricchezza”.
Negli ultimi giorni sembra allontanarsi l’ipotesi di un’alleanza tra centrosinistra e Udc alle prossime politiche…
“Sarebbe la presa d’atto di un’intenzione piu’ volte manifestata dal Terzo polo: correre da solo. Nel Pd qualcuno ha iniziato a riflettere anche sul caso Molise, per quello che ci insegna. Li’ abbiamo scelto un candidato che veniva dal blocco avversario, con l’idea che avrebbe attratto voti moderati .E’ finita che l’Udc ha sostenuto il centrodestra e noi abbiamo perso per pochi voti, regalando molti consensi di sinistra ai grillini. L’”alleanzismo” disinvolto, senza un’idea comune dell’Italia che vogliamo, rischia di sostituire l‘algebra alla politica. Ma non funziona”.
Nel Pd sono stati i giorni di Renzi e della sua convention fiorentina. Lei cosa ne pensa?
“Rispetto Renzi, e spero che il confronto tra noi resti sempre sulla politica, senza degenerare mai. Lui ha fatto da destra un’operazione simile a quella che ho fatto io da sinistra”.
In che senso?
“Propone il tema di un’innovazione radicale, di un’offerta politica che rompe le regole, rimescola le carte, e decostruisce il partito”.
Perche’ gli appiccica l’etichetta di “destra”?
“Accanto ad alcune idee di buon senso ma non molto nuove, Renzi propone in forme comunicativamente suadenti un rilancio dell’ipotesi neoliberista. Ma quello e’ il piano su cui ricostruire l’Italia o l’inizio della catastrofe? A questo si aggiunge la rimozione di alcune questioni aperte, a partire dal modello di sviluppo, e l’ambiguità sul peso del lavoro nella scena sociale. Si finge di non vedere quanto tutto il mondo del lavoro sia stato succhiato nel vortice della precarizzazione, e si costruisce una giustapposizione artificiale tra garantiti e non garantiti. Non si capisce come mai gli standard di vita dei garantiti debbano peggiorare per poter garantire gli altri. Insomma, vedo una forte continuità con le culture che da Reagan in poi hanno impregnato il mondo occidentale”.
Una bocciatura senza appello?
“Renzi ha un merito: disvela qualcosa che esiste nel Pd, un’ipoteca non moderata ma liberista sul futuro. E invece oggi c’e’ bisogno di un riformismo radicale, che si ponga come obiettivo la “conversione” del modello di sviluppo”.
Ritiene che il sindaco di Firenze esprima un pensiero radicato nel Pd?
“Sta cercando di rompere il giocattolo, per costruire una nuova alleanza tra poteri forti e comunicazione mediatica, come dimostra la scelta dei suoi testimonial, tutti con una cultura politica di destra”.
Come la vedrebbe una sfida tra lei e Renzi alle primarie?
“Intanto il nodo della sua candidatura non e’ sciolto. Il dibattito fa bene, purche’ nessuno giochi a nascondino. Le carte vanno messe sul tavolo: per me un modello sociale che usa la crisi per rendere ancora piu’ selvaggia la jungla del mercato del lavoro e’ il passato. E non si puo’ danzare genericamente su temi come lavoro e pensioni”.
Ieri Di Pietro in un’intervista all’Unita’ ha ipotizzato di non correre alle primarie per sostenere Bersani e rafforzare così la coalizione.
“E’ un bel gesto, che dal suo punto di vista aiuta la semplificazione della contesa. Ciascuno di noi sta pensando insieme alla propria idea di programma e a come irrobustire il centrosinistra. Io lo faccio da tempo, concentrandomi sui ragionamenti politici, senza inseguire nessuno sul terreno delle polemiche. La mia presenza rendera’  le primarie un fatto vero, e questo e’  un bene”


6 Ottobre 2012 / autore: redazione

Post: Ercolano diretta streaming e tv

Oggi alle 18 al MAV di Ercolano prende il via la campagna elettorale di Nichi per le primarie del centrosinistra. Potete seguire la diretta streaming su nichivendola.it Molto probabilmente l'evento sarà trasmesso in diretta da Sky, Rai News24, Telenorba e TgCom24.

Il codice di embedding dello streaming è:

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5 Ottobre 2012 / autore: Nichi

Post: Studenti

Gli studenti che oggi hanno manifestato contro i tagli all’istruzione raccontano di un disagio diffuso che riguarda il futuro degli Istituti di formazione, strettamente connesso al lavoro quindi al destino del nostro Paese. [...]Continua >

5 Ottobre 2012 / autore: Nichi

Post: Insieme possiamo vincere

Ho inviato una lettera alle giovani donne e ai giovani uomini di FalloAncheTu, che nei giorni scorsi hanno lanciato un appello in sostegno della mia candidatura. Potete leggere il mio messaggio anche qui. Invadiamo il campo della politica, insieme possiamo vincere. [...]Continua >


4 Ottobre 2012 / autore: Nichi

Post: In un Paese civile…

Le parole con le quali la Cassazione spiega perché, il 5 luglio scorso, confermò le condanne agli ex funzionari di polizia colpevoli della mattanza alla Diaz, riescono a restituire giustizia e verità a una delle pagine più buie della storia del nostro Paese. [...]Continua >


4 Ottobre 2012 / autore: redazione

Post: Chi specula paghi!

Nichi Vendola ha firmato l'appello promosso da l'Unità per l'introduzione in Europa della Tobin Tax. Ecco la sua lettera apparsa oggi sul quotidiano fondato da Antonio Gramsci:
Cari amici e care amiche de l'Unità, 
aderisco all'appello lanciato dal giornale affinché il governo italiano porti una posizione a favore dell'introduzione della Tobin Tax nel prossimo vertice europeo
. [...]Continua >


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