nichivendola - 2013

Rassegna stampa

“Annullare i congressi? E’ pazzia”

Autore: redazione

Editoriale di Liberazione del 4 Luglio 2008

Che il congresso nazionale di Rifondazione fosse un congresso difficile, difficilissimo, lo si sapeva fin dalla lontana (?) giornata del 14 aprile 2008, quando uscimmo dalle urne inchiodati al 3% e sbattuti fuori dal Parlamento. Così come si sapeva che le sconfitte elettorali, specie quelle sonanti, fanno male, rendono meno lucidi, eccitano, talora, il peggio di sé. E’ stato anche per queste ragioni oggettive, come si usava dire una volta, che il Congresso è cominciato all’insegna della divisione - con la rottura della vecchia maggioranza e la scomposizione in cinque mozioni, delle quali due più grandi e che aspirano alla maggioranza - ed è proseguito con un conflitto politico sempre più aspro, come questo giornale testimonia negli interventi, nelle lettere, nelle denunce, e così via. Si poteva sperare, nonostante tutto, che di fronte alla drammaticità della situazione sociale e politica e di fronte al compito prioritario di salvare Rifondazione comunista, di ridare un po’ di sangue e speranza alla sinistra, questo conflitto non degenerasse, fino a oltrepassare la soglia della solidarietà e dell’interesse comune. Questa era sicuramente la nostra speranza (e non solo nostra). Ora, però, sta accadendo qualcosa di davvero allarmante, qualcosa che - ci dicono i compagni di più antica militanza - in questo partito non è mai successo. Un congresso importante, a Reggio Calabria, a cui hanno partecipato e votato oltre trecento persone, è stato annullato. Un congresso di circolo, a Bologna, è stato minacciato di invalidamento. Una sequenza di ricorsi, ci dicono, sono pronti a invalidare questo o quel congresso di base - e qualcuno di essi, nientemeno, è stato inoltrato prima ancora che il congresso stesso si tenga. Tutto questo mentre è in atto - specie sui blog e su Internet - una campagna di vera e propria delegittimazione di tutti, o quasi, i congressi nei quali è risultata preponderante la posizione che fa riferimento a Nichi Vendola. Al centro di questo conflitto, così abbiamo capito, c’è un’accusa precisa e martellante: troppi nuovi iscritti, troppa partecipazione, il congresso esce “falsato” da questa dimensione di massa. Confessiamo che questa accusa ci ha fatto trasecolare. Ma come? Dopo una batosta come quella di aprile, qualcuno si permette il lusso di considerare l’afflusso di nuovi iscritti un danno, una “anomalia”, una iattura, invece che una bella notizia? In una situazione così critica, per tutta la sinistra, si usa il tempo del congresso non per approfondire l’analisi e la discussione sul “che fare”, non per costruire legami, per fare politica, avvire nuove battaglie, dialoghi, alleanze, ma addirittura, al contrario, per ostacolare, in tutti i modi possibili, il diritto di voto di compagni, magari giovani, che si avvicinano per la prima volta alla politica? Se è vero - come ci pare vero - che il regolamento “regolarmente” votato, consente ai nuovi iscritti (a coloro che hanno preso la tessera del Prc almeno dieci giorni prima del congresso del loro circolo), di prender parte al voto, la contestazione potrebbe riguardare un’unica ipotesi: che questi nuovi iscritti siano “finti” o, peggio, siano manovalanza assoldata in una qualche oscura piega della società (o della criminalità). Davvero siamo a questo? Se siamo a questo forse possiamo mettere nel cassetto tutte le nostre speranze di ripresa. Arrenderci. Ma per fortuna non abbiamo sentito formulare da nessuno questo specifico tipo di accusa. Meno male.
Allora, di che si tratta? Cosa sta succedendo? Noi temiamo che si tratti di un problema politico e poi di un problema di cultura politica. Da un lato, la voglia di vincere il congresso, comunque, perché si è convinti di avere ragione, perché si pensa che sia meglio così per tutti. E di conseguenza ogni mezzo diventa buono, se è utile a impedire all’altro di vincere. Il fine giustifica i mezzi. Dall’altro lato, si manifesta un’idea di partito “avanguardistico”, minoritario, molto ideologico, in virtù del quale non hanno titolo a partecipare se non coloro che hanno alle spalle una militanza provata e di lungo corso. Il contrario di quello che la fase storica domanda con drammatica urgenza: che è la necessità di aprire porte e finestre, di smetterla con le “purezze” ideologiche o le analisi del sangue, di riavviare un cammino di rifondazione non solo di questo partito, ma della politica. E di mandare in pensione, al più presto, sia la logica delle correnti organizzate sia la pulsione di autoconservazione del ceto politico. Per il quale, un piccolo partito purchessia diventa una “droga”, uno strumento di pura sopravvivenza. Noi, perciò, come giornale che rispetta tutte le posizioni in campo, non possiamo in questa circostanza esimerci dal prendere posizione. La si smetta con gli annullamenti, i ricorsi, i boicottaggi. Il congresso deve continuare a svolgersi nell’unica modalità democratica che conosciamo: vince la posizione politica di chi prende più voti e più consensi. Se avverrà questo, sarà un bene per tutti noi - non solo per i “vincitori”, ma per la sinistra italiana. Forse, siamo ancora in tempo per fare un Congresso vero, di discussione, di analisi, di rilancio della battaglia politica; e per non trasformare l’appuntamento di Chianciano in una conta del massacro.

da Liberazione del 4 luglio.

 

 

19 Contributi (Positivo Positivo - Negativo Negativo - Proposta Proposta)

  1. Autore: I compagni e le compagne della mozione 2. Data: 4 Luglio 2008 - 10:08   

    Difendiamo il partito. Difendiamo il congresso del Prc

    Care compagne, cari compagni,

    sentiamo l’obbligo politico e morale di fare appello a voi, che siete la nostra comunità politica, per difendere il diritto democratico di tutte le iscritti ed iscritti del nostro Partito a pronunciarsi in questo nostro VII congresso nazionale.

    Oggi la commissione nazionale per il congresso ha annullato il congresso del circolo di Reggio Calabria centro, con un dispositivo incredibile che recita testualmente: “…ritiene a maggioranza di annullare ….. per la sommatoria di irregolarità segnalate nella lettera del compagno Claudio Grassi”(!?!). Non solo, ha deliberato che tale congresso non potrà essere ripetuto.

    E’ la prima volta che, nella storia di Rifondazione comunista, viene cancellato, in spregio alle regole del nostro partito, un intero corpo politico. Il risultato è stato di 39 voti per la mozione 1 e di 345 voti per la mozione 2. La colpa maggiore di questi compagni è stata quella di aver promosso una larga partecipazione democratica, di aver svolto l’assise davanti a numerosi giornalisti, nella sede del Consiglio provinciale, di aver consentito il libero svolgimento del sacrosanto diritto al voto.

    C’è stata una larghissima partecipazione degli iscritti anche durante lo svolgimento delle presentazioni dei documenti. Inoltre, l’elenco degli iscritti a quel circolo è stato certificato all’unanimità in una riunione del direttivo del circolo stesso (del quale fanno parte sia il segretario del circolo stesso, esponente della mozione 1, che il coordinatore provinciale della mozione 1, che è il presidente del collegio provinciale di garanzia!).
    Non possiamo accettare l’esito di un deliberato arbitrario, illegittimo e lesivo dei diritti minimi degli iscritti al nostro partito, che lo statuto e il regolamento approvato dal Cpn garantiscono. L’unica ragione che si afferma è quella della forza! La forza di numeri in commissione congressuale ottenuti con il colpo di mano, realizzato nel primo Cpn dopo la sconfitta elettorale, che sta alterando i risultati dell’iter congressuale.
    Consideriamo, inoltre, inaccettabili le insinuazioni, le dichiarazioni esplicite e la insorgenza di una cultura politica di sapore leghista che attribuisce al partito del Sud (in quanto meridionale!) pratiche scorrette nel tesseramento. Esprimiamo la condanna più ferma di questa pratica che vorremmo fosse estranea al nostro Partito.
    La parola deve essere data agli iscritti e, sinceramente, sono inquietanti le affermazioni di Paolo Ferrero, in una conferenza stampa, che profetizza nuovi provvedimenti “disciplinari” di questo genere.
    L’obiettivo è chiaro: si vuole impedire burocraticamente l’esito finale del congresso. I rappresentanti della mozione 1, in accordo con Gianluigi Pegolo della mozione 3, intendono rovesciare i risultati e, in definitiva, colpire il nostro Partito. Costoro non hanno titolo morale a fare appelli alla gestione unitaria. Non ci separeranno dai nostri compagni, quelli cui è stato impedito di esercitare il diritto di voto. L’unità del partito è data, in primo luogo, dall’uguaglianza di tutti gli iscritti e le iscritte.
    Rivolgiamo un appello a tutte e tutti gli iscritti di Rifondazione comunista, a partire da quelli che, del tutto legittimamente, hanno deciso di non votare per la nostra mozione. E’ un appello per la salvaguardia della democrazia e della nostra comunità politica.

    Sia fatto ogni sforzo per incrementare la partecipazione al nostro congresso. Si chieda a gran voce, da parte di ogni iscritto ed iscritta, il rispetto della democrazia nel partito.

    I compagni e le compagne della mozione 2

  2. Autore: alessandra. Data: 4 Luglio 2008 - 17:54   

    Pur di non perdere state dilaniando il partito. Con gli occhi strabici verso il PD. Non sarete neppure in piazza in questo momento di emergenza democratica. E usate Liberazione ome una clava. Da elettrice storica del PRC ero indecisa, ora no, sto al 100% con Ferrero e nutro un profondo rancore per voi.Rispondete nel merito anziché sollevare polveroni mediatici: è stata la commissione ad annullare quei voti, non Ferrero. Basta cammellaggi. La colpa è tutta vostra, perché non avete voluto il congresso a tesi? Fatevi pure la vostra cosa rossa, il rischio è che non vi voti nessuno. Basta con il controllo del ceto bertinottiano sul partito, siete fuori tempo massimo.

  3. Autore: Agostini Francesco. Data: 4 Luglio 2008 - 18:40   

    Ciao Nichi,

    Sto ascoltando la tua conferenza stampa e condivido ogni tua parola ( come al solito ).Quello che è successo è qualcosa di grave,di molto grave.Hai detto bene te,certe cose non appartengono a chi nel Sud ogni giorno,quotidianamente lotta per far valere i propri diritti.Questa cosa l’ abbiamo vissuta pure noi,ci hanno detto di tutto con cattiveria e violenza.Siamo con te,in bocca al lupo e non molliamo…….cordiali saluti.

  4. Autore: Gregorio Sorgonà. Data: 4 Luglio 2008 - 19:12   

    Compagne e compagni della Mozione 2, in piedi! La rivoluzione reggina sta per partire. Barderete di rosso Nino De Gaetano e il socio Guagliardi, così magari non sembreranno dei muli, ma tanti Trotzky e Lenin redivivi. Sono solo menzogne. E’ falso che i numeri siano gonfiati, è falso che nel comunistissimo centro di Reggio non ci siano così tanti militanti. Pensate, era così rosso quel centro che il PCI, nei seggi di riferimento, riusciva addirittura a non arrivare al 12% dei voti nelle consultazioni politiche. E’ falso che questi siano comportamenti degni di Giovanni Gioia e di Salvo Lima - per non dire Gullotti, Battaglia, Vincelli ed altri. E’ pura tattica rivoluzionaria senza un fine, apoteosi sublime del movimento. Movimento per il movimento, ah che poesia compagno Vendola. E’ falso, sono solo menzogne, che questa lotta di potere sia essenzialmente interna alla spartizione delle poltrone nella plurima giunta Lo Iero (a quanto sta adesso? Alla quinta? Alla sesta?). Sono tutte menzogne e se anche fosse vero, ricordiamocelo compagni, che i nostri fini giustificano sempre i mezzi che utilizziamo. E’ sempre stato così, per questa ragione siamo usciti vincitori dal secolo scorso.
    O forse no?
    O forse si prova un senso di tristezza a vedere ridotto questo partito a un’appendice miserabile per lotte di potere che dietro il rosso in prima pagina nascondono il bianco. Il bianco della vostra ipocrisia. State mentendo - solo un’idiota potrebbero far passare i numeri del Congresso reggino per un’improvvisa fiammata movimentista - e difendete l’indifendibile. Se questo è il mondo nuovo possibile di cui si era parlato, ditelo chiaramente. Andremo a cercarne un altro altrove. La fantasia non ci manca, quella manca a voi. Siete ripetitvi, banali. Sono disgustato da questo cocktail tra stalinismo e salotti che non sa governare, non sa affrontare le sconfitte e non sa nemmeno mentire. Ho sempre votato per rifondazione, pur non essendo un vostro iscritto. Forse il mio disgusto varrà per questo di meno. Forse varrà di più la vostra boria. La boria, tuttavia, non è materiale buono per scriverci poesie nè per generare passioni. E’ solo vento che gonfia sacchi vuoti. Non mi avete dato l’impressione di essere altro.

  5. Autore: Enzo. Data: 4 Luglio 2008 - 20:13   

    Carissimo Nichi, ho inviato oggi queste riflessioni al blog di Ferrero. Volevo condividerle con te e con i tuoi/nostri amici.
    Enzo da Foggia

    Caro Ferrero,
    la compravendita di tessere ed i congressi di partito truccati in Calabria - come in altre zone del Paese - appartengono alla storia di altri partiti e dei loro notabili, non alla storia del PRC e di Vendola.

    Quanto accade in questi giorni - scusami la franchezza - è francamente vergognoso. Si continua a gridare al lupo, si continua a seminare veleno e, sopratutto, si continua ad agitare il sospetto che i tuoi avversari stiano giocando sporco. Avvelenare la vigilia del Congresso per giustificare una tua probabile sconfitta - per quel poco del Ferrero che conosco dai giornali - non mi pare degno di te e della tua onestà intellettuale.

    In tante zone del Mezzogiorno c’è un tesseramento “esagerato”, ed in tante zone del sud vince la mozione numero 2. Quale lo scandalo? Se la mozione 2, la mozione Vendola, non vince nel Mezzogiorno, dove vuoi che vinca? Il tesseramento ti sembra gonfiato? A me non pare, e te ne spiego le ragioni. Quello meridionale è un popolo passionale e generoso. Dopo la disfatta alle elezioni politiche si è guardato intorno, e si chiesto da dove e da chi ricominciare. Ha capito che si ricomincia dalle sezioni, dal contatto con la gente, dalle feste in piazza, dalle fabbriche e dai cantieri. Ha intuito che si ricomincia da Nichi che tutti, almeno una volta, hanno incontrato e che a tutti, almeno una volta, ha stretto la mano. È uno che fa parte del popolo meridionale, e che il popolo meridionale sente come suo. É un popolo generoso e passionale. E se ricominciare significa fare un nuovo congresso, se in qualche modo vuol dire ripartire da Nichi, se ricominciare significa sperare che Nichi diventi segretario del Partito, se ricominciare significa sostenere la sua candidatura a segretario del partito, allora il popolo del mezzogiorno si mobilita, si iscrive, e convince gli indecisi ad iscriversi, a prendere la tessera. C’è in giro una gran voglia di esserci, di partecipare, di costruire, di ricominciare. Da quando la partecipazione non è più gradita? Da quando la partecipazione ha come sinonimo snaturamento?
    Se il gioco congressuale è legato al numero delle tessere, allora i pugliesi, i campani, i calabresi si mobilitano per far aderire al PRC il maggior numero possibile di persone. Non piace più il “sistema delle tessere”? Bisognava pensarci prima, o bisognava vincolare il voto ai tesserati dello scorso anno. Era semplice. Se si è deciso di allargare la platea, non si può gridare allo scandalo se la platea si allarga.

    In questa brutta vicenda c’è poi un altro aspetto che mi disturba e mi offende. Non sopporto più il pregiudizio che i meridionali siano furbi e malandrini, capaci di imbrogliare pur di raggiungere uno scopo. Basta, per favore, con lo stereotipo del meridionale mafiosetto e camorrista, maestro nell’arte dell’imbroglio e dello sgambetto sleale. Basta, per favore. Questi sospetti e questi ragionamenti lasciamoli alla Lega.

    Volevo, infine, contestare un’affermazione di Mantovani secondo il quale, in alcune sezioni, si assiste ad una sorta di primarie, ovviamente a favore di Nichi, e che le primarie non appartengono alla storia del partito. A noi, invece, le primarie piacciono, piacciono molto, al punto da crederci e da vincerle, consentendo ad un comunista di diventare candidato presidente di una Regione. Non c’è bisogno di dirti come sono finite quelle elezioni.

    Sottoscrivo, allora, l’editoriale di Liberazione. Smettiamola con gli annullamenti, i ricorsi, i boicottaggi e le polemiche. Siamo ancora in tempo per fare un Congresso vero, di discussione, di analisi, di rilancio della battaglia politica, e per non trasformare l’appuntamento di Chianciano in un gioco al massacro.
    Io ci spero, ci spero veramente.

  6. Autore: Massimo Lizzi. Data: 5 Luglio 2008 - 0:13   

    Se il regolamento del congresso ammette le iscrizioni fino a dieci giorni prima la convocazione del congresso di circolo, queste iscrizioni vanno accettate, a meno che non si sia in grado di dimostrare che si tratta di persone tesserate anche ad altri partiti.

    Ciò detto, la regola è inadeguata, perchè è evidente che con un limite così ravvicinato alla data congressuale, possono anche verificarsi operazioni di cammellaggio. E mi sorprende che sia stata decisa così. Certo, l’errore e le regole non si possono cambiare mentre il gioco è in corso.

    Ma quel che più preoccupa, a parte il modo approssimativo con cui è stato regolamentato questo aspetto, è il clima. Quando si impugnano gli statuti, i regolamenti, quando si ricorre ai magistrati interni o addirittura esterni, vuol dire che non esiste più fiducia reciproca e si procede di fatto verso una scissione.

    Se questo sarà l’esito, mi dispiacerà molto. Meglio perdere un congresso che perdere un partito. Se guardiamo ai risultati congressuali parziali, sia quelli pubblicati dalla mozione 1, sia quelli pubblicati dalla mozione 2, vediamo che, chiunque sia il primo, da solo non ha la maggioranza assoluta. Questo è il dato più rilevante.

    Mi sembra abbiate tutti molta fretta di affermarvi, anche questo congresso è stato convocato in tutta fretta. Invece dovresti darvi tempo. Quello che state per fare oggi, tra pochi mesi, un anno, potrebbe non avere più molto senso.

  7. Autore: Nicola Monteleone. Data: 5 Luglio 2008 - 11:21   

    Esprimo massima solidarietà a Sansonetti e Liberazione, oggetto di accuse vergognose dopo la pubblicazione dell’editoriale qui riportato. Per quanto riguarda la vicenda nuovi iscritti credo dovremmo gioire come partito: è l’effetto della rivoluzione gentile avviata nel sud, del suo vento di reale rinnovamento. Molti si sono iscritti per la prima volta perchè per la prima volta ci si sente intimamente minacciati con la scomparsa della sinistra, molti si sono iscritti per poter decidere del futuro della sinistra stessa, del proprio futuro politico e sentimentale.
    Le nuove iscrizioni sono una risorsa preziosa. Nichi Vendola lo è ancor più.

  8. Autore: annaD. Data: 5 Luglio 2008 - 12:54   

    spegnere l’entusiasmo e la partecipazione in questo delicato momento della sinistra e di rifondazione mi pare un errore imperdonabile

  9. Autore: Silvia. Data: 5 Luglio 2008 - 15:17   

    Mi fa paura pensare che ci sia qualcuno che teme che un partito si allarghi, che vada oltre i soliti noti. Va bene il rispetto delle regole ma dove è finita la presunzione di innocenza? Vale solo fuori da noi? Si doveva dare l’occasione di ripetere il congresso di Reggio. Si è trattato di un atto autoritario, non credo sia mai successo…
    Andiamo avanti fiduciosi compagni!
    Silvia

  10. Autore: natale maurizio. Data: 5 Luglio 2008 - 15:27   

    Mi chiedo, io che appartengo alla 3, se sia ancora il caso di considerare liberazione, un giornale di partito oppure un foglio di propaganda per la mozione vendola. Propendo più per questa ipotesi. Per le tessere gonfiate bè mi sembra che i fatti parlino da soli, credo sia giusto chiedere l’annullamento dei congressi incriminati.

  11. Autore: Cristian. Data: 5 Luglio 2008 - 15:33   

    C’è una sinistra diffusa che guarda a noi e che ci chiede di ricostruire. E noi cosa facciamo? Annulliamo un congresso impedendo così l’espressione democratica di ogni iscritto. Mi auguro si faccia un passo indietro, per il bene di tutto il partito. Mentre la destra avanza e tanti compagni attendono risposte noi facciamo il processo a Liberazione e a una mozione congressuale, a un progetto politico. Ma siamo miopi?

  12. Autore: carmine. Data: 5 Luglio 2008 - 16:13   

    momenti amari, piccoli e grandi dolori.la sensazione di stare perdendo una occasione,la sensazione di non riuscire a dare le risposte che ci chiedono.bassezze,insulti,attacchi come se fossimo noi i nemici.potrei fare un passo indietro ed invece no,rimango qui a sostenere le mie ragioni e ad offrire alla gente un punto di vista,un percorso e dei dubbi.so finalmente di aver fatto la scelta giusta.non preoccuparti nichi e non stancarti.

  13. Autore: Amanda. Data: 5 Luglio 2008 - 16:38   

    La responsabilità che si è assunto chi ha annullato quel congresso è immane. Vorrei che tutti ragionassimo su questo. Abbassando i toni e pensando a cosa serve alla sinistra per rinascere. Cosa serve? Credo un po’ di lungimiranza e umiltà. Quello che è accaduto va da tutt’altra parte. Aiutiamoci prima che sia troppo tardi.

  14. Autore: Gianni. Data: 6 Luglio 2008 - 12:36   

    Cari compagni fate tutti come hanno fatto i compagni grassiani a Barletta dove, quando hanno avuto notizia che i compagni bertinottiani, fatti fuori da anni, stavano per richiedere la tessera, hanno indetto in fretta e furia il congresso senza avvertire stampa e partiti, hanno spento i cellulari ed hanno, bravi loro, vinto il congresso con il 98.5 % dei voti. Ma che bravi…

  15. Autore: Antonio Larosa. Data: 6 Luglio 2008 - 17:01   

    Carissime compagne, carissimi compagni,
    vi scrivo con un senso estremo di smarrimento e con un’amarezza che mai – pensando al mio amato partito – avrei pensato di poter provare. La logica perversa di questo congresso - una logica devastante, fratricida, di resa dei conti e di militarizzazione, di caccia al nemico interno, di depositari della (presunta) “Verità Comunista” – sta uccidendo la nostra comunità politica, recidendo legami umani ancor prima che politici, violentando la nostra quotidianità di militanti comunisti, avvelenando la dialettica democratica di un corpo collettivo ed articolato come il nostro.

    Lo so. Vi attendete che il Segretario della Federazione di Reggio Calabria scriva per parlare dei suoi congressi di circolo (a partire, ovviamente, dall’annullamento di quello di RC Centro), dei suoi tesserati e delle presunte “truppe cammellate” (che brutto termine!), magari per provare ad abbozzare una sorta di autodifesa o magari ancora per lanciare una pseudo-controffensiva (a proposito di militarizzazione del confronto…).

    Prima, però, voglio provare a fare un ragionamento a voce alta, voglio provare a dialogare con tutte le compagne e i compagni in maniera libera, prendendoci insieme il tempo e lo spazio necessari, partendo dalla necessità di difendere il partito e gli iscritti che ho l’onore di rappresentare.
    Vi sono valori e pratiche sui quali non vi è mediazione che tenga, sui quali è necessario costruire l’identità e la ragione sociale del nostro partito.
    Nelle ultime settimane, inutile negarlo, vi è stato una sorta di lenta costante delegittimazione del partito calabrese. E’ sotto gli occhi di tutti, basta ascoltare le voci provenienti da tante parti d’Italia o dalle varie mailing list di compagne e compagni, basta leggere le accuse scritte e facilmente rintracciabili sui blog e sui siti internet (a partire da quello, assai loquace, di Ramon Mantovani). E’ stato un continuum, in costante ascesa e in accresciuta violenza intellettuale, una sottospecie di “leghismo in salsa rossa” che ha fatto emergere il peggio (molta pancia e viscere, poco cuore e cervello) di tante compagne e di tanti compagni.
    Signori delle tessere, “truppe cammellate”, clientelari, affaristi, democristiani corrotti: ci è stato detto di tutto, in libertà, senza che ci si ponesse una qualche domanda o un qualche interrogativo, senza che si avesse la voglia di entrare in contatto diretto con noi compagni calabresi, di ascoltare le nostre parole, di capire quello che siamo e quello che facciamo.
    Abbiamo taciuto (sbagliando) perché pensavamo che occorresse salvaguardare l’unità e l’immagine esterna del nostro partito, perché credevamo che – in un congresso così selvaggiamente combattuto a colpi di maggioranze e di invettive – sia troppo facile annichilire il vincolo fiduciario e di solidarietà collettiva che, tutte e tutti, dovrebbe unirci.
    Oggi, però, usciamo anche noi dal silenzio, oggi diciamo un sonoro e rotondo BASTA.
    Vi è, fra le tante accuse mosseci, fra le tante critiche rivolteci, una che non soltanto non possiamo tollerare, ma che rigettiamo con tutta la forza, tutta la passione, tutta la determinazione che possediamo: l’accusa (velata di sottili allusioni e di ambigue illazioni) di essere, in qualche modo, collusi con la ‘ndrangheta e/o con la sua cultura, e perciò stesso di costruire il consenso all’interno del partito sulla scorta di metodi e pratiche para-mafiose. Indicibile, infamante, indecente.
    I compagni calabresi e di Reggio Calabria hanno inscritto, nel loro DNA di militanti e dirigenti politici, l’impegno contro la ‘ndrangheta e contro tutto ciò che la circonda. Di più: per noi, si voti per Ferrero piuttosto che per Vendola, si viva in città piuttosto che in piccoli comuni della provincia, non si può essere uomini e donne di Rifondazione se non si è risolutamente, convintamene e puntualmente avversari di ogni forma di cultura para-mafiosa. Negli ultimi mesi e anni abbiamo collaborato con le cooperative sociali di LIBERA che lavorano sui terreni confiscati, abbiamo chiesto alla Provincia (ottenendo il risultato) la promozione di una Stazione Unica Appaltante per meglio garantire gli appalti pubblici, abbiamo costruito (insieme a diverse sigle del movimento antimafia) una campagna a favore della costituzione di parte civile da parte degli enti locali in tutti processi di mafia. I nostri amministratori sono stati più volte intimiditi, come successo a Michele a Cinquefrondi o a Peppe a Polistena o ancora a Giovanni a Caulonia, a Demetrio e a Omar a Reggio, ecc. In questi giorni, è iniziato il recupero di un murales a Gioiosa Jonica, il mio comune, un murales che ricorda l’assassinio 30 anni fa del compagno Rocco Gatto (mugnaio comunista ucciso dalla cd. “mafia dei pascoli”), un murales che restaureremo grazie al contributo finanziario della Provincia richiesto ed ottenuto dal Partito della Rifondazione Comunista di Reggio Calabria e grazie al lavoro volontario di compagne e compagni: il 28 Luglio, con una grande festa collettiva, inaugureremo il murales restaurato e concluderemo una grande carovana antimafia.
    Il partito di Reggio Calabria è anche e soprattutto questo: molte compagne e molti compagni, invece di farsi contagiare dalla febbre della vittoria (?) congressuale a tutti i costi, dovrebbero avere un approccio assai più umile, praticare la curiosità quale vero e proprio metodo di conoscenza, di costruzione di nuove relazioni, di innovazione politica. E, soprattutto, invece di scrivere indecenze sui blog, dovrebbero riconoscere nei compagni calabresi parte della loro storia, parte della storia collettiva di Rifondazione Comunista.

    Questo è anche quello che rappresenta il circolo RC Centro, il circolo di cui si è annullato il congresso, il circolo che ha fra i suoi iscritti un consigliere regionale Presidente della Commissione Antimafia, il capogruppo alla Provincia, il coordinatore provinciale GC, 6 consiglieri eletti di varie circoscrizioni della città di Reggio Calabria, il circolo che ha contribuito molto ai successi di mozione in precedenti congressi (nel 2005 oltre 200 voti a zero per la mozione di Claudio Grassi, allora ben contento di quei voti) o a successi elettorali in precedenti scadenze amministrative. Per ovvie ragioni di rispetto delle decisioni della Commissione nazionale per il Congresso (ha ragione Sansonetti: chiamarla “magistratura interna” – come fa qualche compagno – provoca una sensazione di fastidio…), non entro nel merito specifico dell’annullamento (vi sono e vi saranno altre sedi per contestare la decisione dell’annullamento). Dico soltanto un paio di cose, sulla base delle informazioni in mio possesso: (I) la prima è che i 397 iscritti 2007 (diventati 460 nel 2008) di RC Centro, sono stati tutti regolarmente approvati e riconosciuti come platea congressuale dal Direttivo del Circolo riunitosi in data 18 Giugno, con verbale firmato sia dal segretario del circolo che dal capogruppo alla Provincia (entrambi Doc 1); (II) la seconda è che la gran parte (non tutti, in verità) dei compagni iscritti al circolo avevano già versato la quota d’iscrizione (ormai, per alcuni compagni, il pagamento della quota è divenuto così importante, quasi dirimente!).
    Tuttavia, credo non sia questo il vero problema (a meno che non si sia sostenitori di una specie di “formalismo estremo” che diventa preponderante su tutto il resto). In pochissimi circoli e in pochissimi congressi vengono rispettate alla lettera tutte le regole formali dettate da un regolamento: si è compagni di Rifondazione non tanto e non solo perché si è pagato una tessera. Ancora ieri, in un bel congresso di un circolo della città di Reggio Calabria, al quale ho partecipato in qualità di garante, alcuni compagni hanno partecipato al dibattito e hanno votato senza avere ancora ritirato la tessera né tanto meno averla pagata: nessuno ha mosso questioni formali particolari, tutti hanno accolto positivamente la partecipazione e l’espressione di voto di quei compagni (che sono reali e non fittizi). Io stesso nel 1999, anno della mia prima iscrizione a Rifondazione, partecipai e votai al congresso del mio circolo senza avere la tessera in tasca (mi sarebbe stata consegnata qualche settimana dopo) e senza aver pagato alcuna quota d’iscrizione.
    E’ proprio da qui, che nasce la rabbia per la decisione su Reggio Calabria, dal fatto che si è definitivamente rotto ogni vincolo di fiducia, ogni spirito di corpo, ogni sentimento di solidarietà. Se il Direttivo approva all’unanimità un elenco di iscritti fra vecchi e nuovi, vuol dire che quei compagni ci sono, che quegli iscritti hanno o avranno la loro tessera di Rifondazione, a prescindere da pur importanti prescrizioni regolamentari.
    Il problema, se vogliamo essere sinceri fino in fondo, è un altro. La richiesta di poter vedere visivamente la tessera e il consequenziale ricorso formale alla Commissione nazionale di Garanzia, pur formalmente legittimi, testimoniano della sfiducia preconcetta nei confronti di quei compagni e di quel circolo. Il compagno Grassi, va detto con chiarezza e con onestà, ha richiesto l’annullamento del congresso perché suppone che oltre 300 persone, in un sabato pomeriggio di caldo e di sole che favorirebbero ben altre attività, partecipano ad una difficile riunione di partito costretti da qualcuno e/o da qualcosa e non perché – ognuno con il suo livello di conoscenza delle questioni interne a Rifondazione – desiderosi di esprimere il consenso ad una mozione o ad un leader (sempre che la parola, per alcuni, non sia diventata una specie di parolaccia).
    La sfiducia nei confronti dei compagni e del circolo è resa ancora più evidente dal fatto che non si consente la ripetizione del congresso. La sensazione, assai forte, è che vi sia un vero e proprio pregiudizio nei confronti degli iscritti di Reggio Calabria. Noi riteniamo che il congresso di RC Centro possa essere considerato valido: tuttavia, se davvero vi sono vizi di forma così pericolosi, perché non li superiamo riconvocando il congresso e svolgendolo nel pieno ed integrale rispetto delle regole? Se tanti compagni decidono nuovamente di partecipare al congresso, con la tessera in tasca e con il pagamento della relativa quota d’iscrizione, è un bene o un male? Sono “veri” compagni di Rifondazione o dobbiamo ancora esaminarli meglio? Davvero pensiamo che impedire ai nostri iscritti di esprimersi sui documenti congressuali, annullandone in ogni caso la volontà di voto, sia il modo migliore per salvaguardare il partito?

    Meditiamo, compagne e compagni. Abbiamo bisogno di un partito forte, radicato, aperto al contributo di tante e tanti anche assai diversi da noi, di un partito che accoglie a prescindere da tessere e cavilli formali, di un partito al servizio della sinistra italiana e dei suoi valori. In tanti, troppi, considerano grave che vi sia al Sud una partecipazione molto alta ai congressi di circolo, e reputano illegittimo che uomini e donne iscrittisi nelle ultime settimane possano decidere del futuro di Rifondazione alla stessa maniera di chi milita in Rifondazione da anni. In pochi, pochissimi, ragionano invece sui bassi dati di partecipazione al Nord o al Centro, con congressi di circolo di 3, 7 o 9 votanti, congressi di cui nessuno sa nulla e che non hanno alcun riflesso sul territorio e sulle comunità di riferimento (altro che partito sociale!).
    Davvero possiamo pensare che è meglio un partito di pochi e garantiti compagni piuttosto che un partito di tanti e diversi?

    Antonio Larosa
    Segr. Prov. Rifondazione Comunista
    Federazione Reggio Calabria

    P.S.: volutamente, ho tenuto per ultimo, un vero e proprio post scriptum, la questione delle tessere. O meglio: del presunto “gonfiamento” delle tessere, da tutti urlato e propagandato, da pochi dimostrato sulla base di dati e numeri reali. Vediamoli rapidamente insieme, i numeri.
    La Federazione di Reggio Calabria ha chiuso il tesseramento 2007 con n. 2776 tessere, regolarmente registrate dal Nazionale, suddivise per 37 circoli territoriali sparsi su quasi tutto il territorio provinciale. Le tessere 2008 le abbiamo avute materialmente soltanto all’inizio di Maggio scorso, un ritardo spiegabile con la pigrizia nel richiederle ufficialmente al Regionale e con l’impegno totalizzante immesso nella campagna elettorale, un ritardo che comunque mal si concilia con machiavellici propositi di “gonfiamento”. Con ogni probabilità, il tesseramento 2008 sarà inferiore a quello del 2007 (non doveva essere il contrario secondo molti compagni?): ad oggi, dei 37 circoli della nostra federazione, soltanto 6 o 7 hanno avuto tessere aggiuntive rispetto al dato consolidato dell’anno scorso e alcuni di essi non saranno comunque in grado di confermare gli iscritti 2007.
    Evidentemente, invecchiando, non abbiamo più il fiato necessario per gonfiare… (concedetemi il sarcasmo).

  16. Autore: Gregorio Sorgonà. Data: 7 Luglio 2008 - 19:11   

    Non ho alcuna ragione per contestare quanto dice il segretario provinciale di Rifondazione relativamente all’impegno dei militanti di quel partito nella lotta alla ndrangheta. I rilievi politici sono cosa differente dalle calunnie. Conosco personalmente alcune delle persone da lui citate, sono compagni serissimi e degni del massimo rispetto. Non mi risulta, tuttavia, che nello scambio di commenti a margine di questo intervento sul blog di Vendola qualcuno abbia tirato in ballo presunte connivenze tra i dirigenti calabresi di Rifondazione e la ndrangheta. Il discorso si è mantenuto sul piano politico. Magari su questo piano si è utilizzato il sarcasmo, ma non credo che la polemica politica debba necessariamente essere improntata al bon ton. In politica si può anche essere duri, si può usare della franchezza. Talvolta, se il clima è freddo, conviene addirttura abusare della franchezza. Così, pur condividendo la rabbia di Larosa ove il suo partito fosse stato tacciato di rapporti impossibili da provare perchè inesistenti - questo credito di fiducia lo posso dare, nel mio piccolo, ad occhi chiusi - i rilievi politici rimangono. Non credo si tratti di rimettere in causa polemiche su un presunto leghismo rosso, le obiezioni non vengono solo dal Nord. Nè, di fronte alla presentazione di obiezioni che non mi sembrano irrilevanti, mi sembra saggio adottare un atteggiamento secondo cui del Sud si tenda a parlare male in modo preconcetto. Le obiezioni derivano da alcune anomalie nel rapporto tra il numero di iscritti nel sud italia - in questo caso a Reggio Calabria - il numero di iscritti nel resto d’Italia e, particolare più importante, il numero di voti conseguito da rifondazione comunista e dalla sinistra arcobaleno nelle più recenti consultazioni elettorali. Credo di poter dire che è il rapporto molto alto (o basso, a seconda di come lo si guardi) tra militanza e risultato elettorale a fare apparire quantomeno anomale alcune situazioni. Faccio qualche esempio riferendomi a dei numeri certi (voti alle consultazioni politiche e dati del tesseramento che prendo dall’intervento di Larosa).
    Rifondazione, mi pare di capire, ha un dato del tesseramento abbastanza omogeneo nel periodo di tempo che va dal 2005 al 2008 (anche se i dati del 2008 ancora non sono disponibili). La sezione oggetto del provvedimento disciplinare, sempre facendo riferimento ai dati di Larosa, vede sostanzialmente aumentare i suoi iscritti dai i poco più di 200 che votarono all’unanimità per Grassi nel 2005, ai 397 del 2007 e ai 460 del 2008. Derivo sempre da quanto scrive Larosa che Rifondazione comunista, nella provincia di Reggio Calabria, raggiunse i 2776 iscritti nel 2007 (ed è probabile che il dato del 2008 non sarà particolarmente divergente da questo). Il punto è che, nel comune di reggio calabria, il dato elettorale registra una continua perdita per Rifondazione. Ovvero, nonostante l’aumento dei tesserati nella sezione del centro cittadino, Rifondazione passa dai 4273 voti delle regionali del 2005 (4,1%) ai 3305 delle comunali 2007 (2,8%). Inoltre, sempre nel comune di Reggio, la sinistra arconbaleno, quindi non solo Rifondazione, arriva nel 2008 a 3075 voti (3,2%). [il dato provinciale, riguardo il 2008 conta 8728 voti per la sinistra arcobaleno (3,0%)]. (spero i miei dati siano corretti, li ho presi da un sito dei comunisti italiani, immagino ci si possa fidare).
    La prima anomalia è, come detto, che a una diminuizione dei voti corrisponda un aumento delle tessere. La seconda anomali la cita Larosa stesso quando osserva che nel 2005 il circolo del centro votò all’unanimità per Grassi. A chi scrive non interessa difendere una mozione rispetto all’altra. Anzi, vi dirò, la vostra mozione si pone in modo niente affatto peregrino il problema di quale destino dare alla sinistra oggi in Italia. Ma proprio per questa ragione, quel dato sul voto all’unanimità per Grassi nel 2005 che diviene dopo pochissimo tempo voto quasi all’unanimità per una mozione opposta a quella di Grassi mi fa venire il sospetto che il tesseramento sia, come dire, poco cosciente. Anzi, per usare un bel tocco di franchezza: personalistico. Ovvero legato a singole personalità politiche locali piuttosto che a una consapevolezza più matura. Il rapporto tra militanza e consenso elettorale poi pone un problema. Lo pone, intendiamoci, ai dirigenti di questo partito. Se riuscite ad aumentare gli iscritti mentre i voti diminuiscono, non pensate dobbiate mettere in discussione il vostro ruolo all’interno del partito che “guidate”? Brutto termine “guidate”, Michel Foucalt, fra le altre cose, mi ha insegnato che il rapporto tra parole e cose è spesso ingannevole e mi scuso per certe debolezze linguistiche. In ogni caso, quello che vi chiedo, è perchè di fronte a continue bocciature voi restiate inamovibili con un consenso interno alle sezioni che cresce mentre il consenso esterno diminuisce a vista d’occhio? Se è vero che volete aprirvi oltre la forma partito - cosa che io condivido in Vendola - dovete al tempo stesso rimettervi in discussione. E questo, sarcasmo o meno, non mi risulta lo facciate. Ad esempio, vi inviterei ad esplicitare meglio qual’è stato il vostro ruolo riguardo l’esperienza di governo regionale calabrese. Che atteggiamento avete verso il governo Loiero? Su questo dovete essere chiari anche in questa fase, per evitare spiacevoli incomprensioni. Potete dire chiaramente se Rifondazione è favorevole o meno allo scioglimento di questo consiglio regionale? Potete esprimere un giudizio netto sul vostro ruolo all’interno della giunta Loiero, cui voi avete partecipato gestendo l’assessorato al lavoro? Non vi chiedo quali risultati avete ottenuto, vi chiedo, partendo da un giudizio su quell’esperienza fallimentare che non può che essere negativo, per quale ragione rifondazione abbia ritardo e tergiversato in quello che, credo, il vostro elettoratro chiedeva: dire basta a un’esperienza di governo che lascia semplicemente “inebetiti” i compagni (e non solo loro). E i compagni, permettetemi questo tocco di romanticismo, sono tautologicamente compagni onesti. Penso che un congresso nazionale non debba esulare anche da argomenti “locali” di così grande importanza. La mia obbligata assenza dalla Calabria forse mi ha impedito di comprendere meglio la vostra azione, ma non mi pare che nè fino all’uscita dalla giunta nè dopo l’atteggiamento sia stato netto come ci si sarebbe aspettato. Il malgoverno si combatte non solo fuori dai palazzi, ricordiamocelo. Si combatte anche avendo la capacità di fare parte di un’amministrazione e orientarla. Se quella capacità non l’avete avuta, dovreste trarne le conseguenze. Siete abituati a trarre le conseguenze? E’ un esercizio utile, noi “precari” - chi più chi meno - purtroppo a questo esercizio stiamo facendo il callo.
    Detto questo spero di aver contribuito “costruttivamente” - come si è soliti dire - alla discussione. Spero, tuttavia, che quello che ho detto non venga annegato nella melassa della retorica. Ho notato, nella seconda parte del tuo commento, una indubbia capacità nell’affrontare secondo “ragioni” il confronto politico. Credo, conseguentemente, che la mia speranza non sia mal riposta. Mia speranza più grande, a latere di tutto questo, è che alla necessaria chiarezza riguardo ai regolamenti dei partiti - cose su cui non si scherza perchè ne decidono della vita - segua soprattutto un processo conseguente di messa in discussione del nostro senso, come comunisti e come uomini di sinistra, nello scenario politico nazionale e globale. Questo lo dico senza sarcasmo e lo dico da tempo. Purtroppo non mi pare che la lezione del 13 aprile sia servita a qualcosa. Nonostante questo e nonostante la mia speranza che quella batosta quantomeno servisse a smuovere acque non troppo mosse, sarò sempre disponibile a fornire il mio contributo per una sinistra intenzionata a riprendersi quegli spazi che le contraddizioni della nostra società lasciano aperti alla sua iniziativa. Cordialmente (non si direbbe?) Gregorio Sorgonà.
    (nell’inviare il commento precedente avevo dimenticato il codice di sicurezza)

  17. Autore: ISCRA. Data: 7 Luglio 2008 - 20:10   

    Sono d’accordo con AnnaD e penso, l’ho sempre pensato, che favorire la litigiosità occorra solo a tamponare “un emorragia” è qualcosa che ci si doveva aspettare da chi non riesce ad accettare il cambiamento, le accuse infamanti e denigranti che sono state mosse avevano il preciso scopo di mortificare una comunità politica e culturale, da anni si sentivano critiche assurde nel partito (da coloro che salvaguardano “l’integrità del comunismo”) le etichette sono fioccate, e si è fatta anche tanta demagogia, scusate la rabbia ma sono sinceramente esasperata nell’ascoltare “RICETTE BUONE PER OGNI OCCASIONE” frutto (penso io) di un indottrinamento al pensiero unico che ha toccato anche noi, l’assolutismo delle convinzioni applicate con ogni scorrettezza (come quella di annullare un congresso per la troppa partecipazione come se fosse un danno irrecuperabile!) quando invece le risposte alle domande difficili che la situazione ci poneva e ci pone tuttora vanno cercate senza presunzioni ed arroccamenti, inoltre scriveva un compagno sabato su Liberazione si dimostra che manca la fiducia e (dico io) l’altra/o è il potenziale nemico (ditemi che logica vi ricorda…) io non ho mai considerato le compagne/i diversi da me per posizione presa potenziali nemiche/ci, anzi ho sempre cercato di capire il loro punto di vista, e tentato il confronto, mi accorgo oggi che in molte/i non lo hanno mai fatto e anzi hanno agito per convenienza spesse volte, ed è sinceramente triste averne un esempio così lampante come quello che si è verificato a Reggio.

  18. Autore: Prc Reggio Calabria. Data: 12 Luglio 2008 - 16:31   

    Lettera del Prc di Reggio Calabria dopo l’articolo de il Manifesto del 10 luglio.

    Gentile redazione,
    in relazione all’articolo di Francesco Paolillo, pubblicato su IL MANIFESTO del 10 Luglio a pag. 5, dal titolo “Rifondazione in Calabria. Così si suicida un partito”, si puntualizza e si precisa quanto segue:
     Nel congresso del Circolo RC Centro svoltosi sabato 28 Giugno, i voti ottenuti dal Documento n. 1 (Ferrero-Grassi) sono stati 39 (con diversi nuovi iscritti approvati all’unanimità, insieme all’elenco di tutti gli iscritti aventi diritto al voto congressuale, dal Direttivo del circolo riunitosi il 18 Giugno) e non 2 (due!).
     L’aumento di iscritti riscontrato nel 2007 rispetto al 2006 è pari a poco più di 400 tesserati e non a 1000. La motivazione consiste nel fatto che al dato materiale (e formalmente registrato) del 2006 mancano più di 700 tessere non consegnate per ragioni tecniche e relative sia a circoli di vecchia che nuova costituzione. Una situazione di anomalìa tecnica di cui i responsabili nazionali del tesseramento sono sempre stati a conoscenza.
     Il Circolo RC Modena non ha, ad oggi, 161 tesserati 2008. Come convenuto con i rappresentanti del circolo, dopo una crisi degli organismi dirigenti che ne ha messo a rischio la stessa esistenza, il tesseramento 2008 del circolo è stato effettuato domenica 29 Giugno prima della votazione congressuale. In quella sede, i compagni votanti hanno sottoscritto l’adesione al nostro partito e pagato la relativa quota, per un numero complessivo di 116 (92 Doc 2 Vendola, 24 Doc 1 Ferrero). Gli iscritti 2008 di RC Modena, di conseguenza, sono al momento 116, fra vecchi iscritti 2007 che hanno inteso rinnovare l’iscrizione e nuovi iscritti 2008.
     Il Circolo di Melicuccà ha dimensioni assolutamente ridotte e comprende tesserati di una serie di comuni del comprensorio (non soltanto di Melicuccà), prova ne è il fatto che il congresso di circolo si è svolto nel comune vicino di Delianuova. Per questi motivi, la proporzione tesserati/elettori è leggermente diversa da quanto sostenuto nell’articolo.
     Il dato complessivo del tesseramento 2008, ad oggi, non è affatto superiore ai 3000 iscritti indicati dall’articolo di Francesco Paolillo. Con ogni probabilità, al contrario, il dato 2008 sarà inferiore (altro che “gonfiamento”!) a quello del 2007 (2756 iscritti), per la semplice motivazione che molti compagni iscritti nel 2007 non hanno ancora inteso (e assai ragionevolmente non intenderanno rinnovare nemmeno dopo la fase congressuale) l’iscrizione nel 2008.
    Riteniamo che queste precisazioni, delle quali è opportuna una puntuale pubblicazione, siano doverose per una lettura più corretta e, soprattutto, meglio inserita nel contesto del congresso del PRC di Reggio Calabria.
    Comprendiamo bene che il partito reggino sia stato individuato, riteniamo in maniera ingenerosa oltre che eccessiva, come una sorta di “capro espiatorio” delle degenerazioni registrate in questo durissimo congresso di Rifondazione. Tuttavia, riteniamo che un’informazione corretta si basi su un’analisi reale e puntigliosa della situazione, e non su letture distorte (eterodirette?) tese solo a creare presunti “casi da manuale”.
    Se l’amico Paolillo, autore dell’articolo su IL MANIFESTO avesse contattato direttamente il gruppo dirigente della federazione di Reggio Calabria, composto da esponenti sia del Doc 1 che del Doc 2, o magari avesse letto con attenzione il mio articolo su LIBERAZIONE di domenica scorsa, si sarebbe reso conto che la situazione è assai più normale di quanto qualcuno voglia far credere.
    Ma le cose, anche e soprattutto quando confliggono con una visione precostituita o con una tesi già confezionata, bisogna volerle…. no?
    Cordialmente.

    Il Segretario Provinciale
    (Angelo Antonio Larosa)

  19. Autore: maria. Data: 1 Agosto 2008 - 19:04   

    siete vergognosi.
    non nutro grandi simpatie per ferrero,ma era necessario porre un argine alla deriva a destra del prc…cari compagni,la destra ha vinto nella società e con i vostri metodi,con le vostre tendenze culturali è entrata anche nel partito!
    è ora che un bel pò di dirigenti si faccia da parte…il ciclo che il compagno nichi tanto criticava(da interno )è concluso,basta con le filiere,basta col leaderismo(e mi so vergognata quando nichi lo urlava dal plenario a chianciano quando qlc ora prima rilasciava autografi ai compagni!)….la scuola napoletana,la scuola pugliese,,,basta.
    io voglio un partito vero,non una comunità,una famiglia…quelle ce le abbiamo tutti e non cambiano questo mondo di merda….meno opinione,più lotta compagni!anche l’odio,l’indignazione sono emozioni,ma a voi non toccano,perchè voi ci vivete in questo sistema,noi ci sopravviviamo!
    una comunista senza vergogna d’esserlo o dirlo.


6 Ottobre 2012 / autore: redazione

Post: Ercolano diretta streaming e tv

Oggi alle 18 al MAV di Ercolano prende il via la campagna elettorale di Nichi per le primarie del centrosinistra. Potete seguire la diretta streaming su nichivendola.it Molto probabilmente l'evento sarà trasmesso in diretta da Sky, Rai News24, Telenorba e TgCom24.

Il codice di embedding dello streaming è:

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5 Ottobre 2012 / autore: Nichi

Post: Studenti

Gli studenti che oggi hanno manifestato contro i tagli all’istruzione raccontano di un disagio diffuso che riguarda il futuro degli Istituti di formazione, strettamente connesso al lavoro quindi al destino del nostro Paese. [...]Continua >

5 Ottobre 2012 / autore: Nichi

Post: Insieme possiamo vincere

Ho inviato una lettera alle giovani donne e ai giovani uomini di FalloAncheTu, che nei giorni scorsi hanno lanciato un appello in sostegno della mia candidatura. Potete leggere il mio messaggio anche qui. Invadiamo il campo della politica, insieme possiamo vincere. [...]Continua >


4 Ottobre 2012 / autore: Nichi

Post: In un Paese civile…

Le parole con le quali la Cassazione spiega perché, il 5 luglio scorso, confermò le condanne agli ex funzionari di polizia colpevoli della mattanza alla Diaz, riescono a restituire giustizia e verità a una delle pagine più buie della storia del nostro Paese. [...]Continua >


4 Ottobre 2012 / autore: redazione

Post: Chi specula paghi!

Nichi Vendola ha firmato l'appello promosso da l'Unità per l'introduzione in Europa della Tobin Tax. Ecco la sua lettera apparsa oggi sul quotidiano fondato da Antonio Gramsci:
Cari amici e care amiche de l'Unità, 
aderisco all'appello lanciato dal giornale affinché il governo italiano porti una posizione a favore dell'introduzione della Tobin Tax nel prossimo vertice europeo
. [...]Continua >


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